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Dormire a Lisbona tra arte e storia: Palacio Belmonte3 min read

Onestamente pensavamo che il nostro viaggio a Lisbona fosse finito, avevamo girato per la città e i suoi dintorni, in una settimana di fuoco ci eravamo spinti (come vi racconteremo) dal mercato del pesce di Setubal alle scogliere di Cabo de Roca passando per i castelli di Sintra e l’acqua gelida di Cascais.

Eravamo esattamente in quel momento del viaggio in cui sei soddisfatto e inizi a pensare con dolcezza al momento di tornare a casa con gli occhi pieni di nuove scoperte.

Con questo spirito ci siamo incamminati alla ricerca della nostra ultima “casa” portoghese, nel punto più alto dell’Alfama superiamo il Castello di São Jorge e cerchiamo un’insegna nel cortile acciottolato dove ci ha condotto la mappa, ma con nostra sorpresa nessuna indicazione segnala ai viandanti cosa si celi dietro a quel massiccio portone rosso (e, sinceramente, neanche potrebbero mai immaginarselo).

E invece all’improvviso varcare la soglia di Palacio Belmonte ci ha catapultati in un universo totalmente inaspettato, non solo fuori da qualsiasi programma di viaggio avessimo fatto ma anche oltre ogni aspettativa avessimo mai avuto.

 

Immaginavamo di soggiornare in un hotel di lusso e invece ci siamo ritrovati a vivere in un vero e proprio castello, che ci ha fatto scoprire sensazioni completamente nuove per noi, novizi del Palazzo, ma antiche come le mura che ci ospitavano e che racchiudevano 500 anni di storia della famiglia che lì aveva vissuto.

Ma al contempo non è “solo” un castello: è un luogo fuori dal comune dove la tradizione e la modernità si incontrano in un ambiente suggestivo e singolare.

Difatti il magnifico edificio di più di 2100 anni ha conservato la sua integrità insieme a tutta la sua storia grazie ad un restauro minuzioso ed estremamente attento al rispetto delle tecniche e dei materiali originali, e che ha riportato in auge i particolari più preziosi e ha preservato l’atmosfera innata del Palacio.

Il Guest Palace, come ama chiamarlo Frederic, l’eclettico “collezionista di paesaggi” che l’ha immaginato e realizzato, è altresì all’insegna della sostenibilità: la temperatura nella struttura è controllata grazie ad un sistema di ventilazione naturale, l’umidità è regolata grazie all’utilizzo di una particolare miscela di calce. Inoltre la quasi totalità dei materiali usati ma anche dei cibi serviti sono di origine portoghese e artigianali, evitando prodotti di importazione o industriali che striderebbero all’interno di questa location.
A intensificare il fascino magnetico dell’ambiente ci sono oltre 200 opere d’arte sparse in tutta la struttura e nelle suites che catturano lo sguardo degli ospiti e completano l’atmosfera già surreale del palazzo.

 

L’idea che c’è dietro Palacio Belmonte traspare da ogni fascinoso angolo e da ogni studiato dettaglio ma, nonostante sia stato così analiticamente e minuziosamente progettato, non sfocia mai nell’asetticità di un museo, lasciandoti respirare l’odore accogliente di casa quando ti siedi su una poltrona davanti alla cappella ad ammirare il tramonto su Lisbona.

Pur essendo totalmente immerso nella città, non lo tange, lo attraversa ma non sfiora minimamente la vita al suo interno, lo guarda solo da lontano e non immagina neanche cosa racchiuda quell’anonimo palazzo signorile che si affaccia sull’Alfama.

 

Tutti questi elementi concorrono a creare una bolla a sé stante di quiete, arte e storia che ti accoglie e ti avvolge facendoti dimenticare il mondo circostante. E’ un’esperienza in cui tutto dallo scricchiolio delle assi del pavimento allo strano specchio che non riflette l’ego di chi vi si rimira, crea una sensazione completa di immersione in un universo di suoni, colori e odori, dove la vita scorre lenta e fuori dal tempo con un ritmo diverso e distante dal resto della città che osserva dall’alto, contemplandola in un maestoso silenzio.

Uscire dal palazzo è come togliere il viso dal libro che stai leggendo e accorgerti che non vivi nel mondo dei tuoi personaggi.

Vi lascio il sito di Palace Belmonte per info e prenotazioni.

 

Un articolo a quattro mani tra me e Micaela, compagna di viaggio e di vita.

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