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Cosa vedere a San Juan de Chamula in 1 giorno6 min read

Una delle esperienze più forti fatte durante il nostro viaggio in Messico è stata a San Juan de Chamula.

Questo piccolo paese dista circa venti minuti di auto da San Cristobal de Las Casas ed è senza dubbio il modo migliore per entrare in contatto con le popolazioni indigene di questa regione del Messico che in tanto desiderano visitare: il Chiapas.

Cosa vedere a San Juan de Chamula

San Juan de Chamula è un piccolo paese, con poche attrazioni turistiche, dove la stragrande maggioranze delle case è in pessime condizioni. L’unico motivo valido per il quale ti consiglio di visitare questo villaggio è la sua chiesa e in particolare, ciò che avviene all’interno.

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Una volta entrati, l’impatto è stato forte lo ammetto e, guardando ciò che avviene in questa chiesa, inizierai a porti una miriade di domande.

Partiamo con ordine.

Com’è l’interno della chiesa di San Juan de Chamula?

L’interno della chiesa è cupo, non ci sono panche per sedervi (cosa inusuale se pensi a tutte le chiese che hai visto fin’ora).

Il perimetro della chiesa è circondato da teche in legno con all’interno statue di Santi, su tutto il pavimento sono presenti aghi di pino e candele accese che si tengono attaccate al pavimento grazie alla cera che cola.

I turisti si possono contare sulle dita delle mani, forse eravamo in quattro o cinque al massimo compresi me e Ilaria. La chiesa è frequentata da gente del posto, spesso intere famiglie, inginocchiate a terra che sussurrano qualcosa di incomprensibile e recitando quelle che a noi sembravano filastrocche o probabilmente preghiere.

In giro per la chiesa vedevamo svolazzare qualche gallina, che vedemmo poi sgozzata davanti ai nostri occhi! Quello che ciò era assurdo per noi era visto normale e quotidiano ai loro occhi.

Immaginati di entrare in questa chiesa e vedere tutto questo, la prima domanda che ti verrà in mente sarà: ma che modo è di pregare? Questa è davvero una chiesa? Perché il pavimento è pieno di aghi di pino? E le galline?

Solo una volta usciti dalla chiesa capimmo tutto chiacchierando un ragazzo che parlava spagnolo e che vendeva delle pannocchie nel mercato che si teneva in piazza.

Cosa significano i simboli che rappresentano la chiesa di San Juan de Chamula?

I pini sul pavimento.

I pini che ricoprono l’intero pavimento sono messi volontariamente perché ogni qual volta un fedele si inginocchia a terra riuscirà, secondo le credenze locali,  ad avere un contatto diretto con la natura.

Le teche con all’interno i Santi.

Ti ho raccontato che all’interno della chiesa, sui lati dell’intero perimetro, ci sono delle teche in legno con all’interno delle statue di Santi; la domanda ti sarà sorta spontanea: cosa c’è di strano in questo Enzo? Anche in Italia ci sono le statue dei santi nelle chiese.

Hai ragione, ma non ti ho detto che queste statue sono vestite con indumenti locali, indumenti tipici messicani e che al loro collo hanno uno specchio.

C’è chi dice che lo specchio serve a due motivi:

  • il primo è quello di riflettere la luce delle miriadi di candele presenti nella chiesa in maniera tale da emanare una sorta di luce;
  • il secondo motivo è che lo specchio permette al fedele di rivedersi mentre si confessa davanti alla statua del Santo in maniera tale da colpevolizzarsi maggiormente per i peccati che ha commesso.

Le candele sul pavimento.

Inginocchiati a terra, su questi aghi di pino, ci sono singole persone o intere famiglie.

I fedeli parlano un dialetto usato solo tra le popolazioni indigene, il capo famiglia ha al suo fianco diverse candele di colori differenti che man mano che prega accende creando una composizione a forma di piramide sul pavimento. I differenti colori delle candele stanno a significare i differenti problemi che ha la famiglia o il singolo individuo.

Candele di color marrone stanno a significare problemi di raccolto, quelle blu scuro problemi di salute, quelle nere gravi malattie in famiglia.

Perchè i fedeli eruttano mentre pregano?

Altra cosa particolare è che i fedeli durante le loro preghiere bevono tanta coca cola, poiché facilita loro l’eruttazione.

Perché eruttare? Perché secondo le loro credenze e secondo questi riti sciamani è un modo efficace per espellere il maligno.

E le uova?

Questi gruppi di persone hanno quasi tutti delle uova che rompono a terra man mano che pregano, questo perché per loro è un pegno, un sacrificio in cambio che le loro richieste vengano accolte da Dio. Chi può permetterselo utilizza una gallina al posto delle uova che al termine della preghiera verrà sgozzata e data in sacrificio al Signore.

La cosa assurda, quella che fa più riflettere, è che queste persone sono così povere quanto credenti.

La loro povertà li porta a sacrifici enormi per permettersi delle uova da rompere o peggio ancora una gallina da sacrificare. Con gli stessi soldi che ci vorrebbero per acquistare al mercato di San Juan de Chamula una gallina, gli indigeni riuscirebbero a rivolgersi ad un ospedale che si trova nelle immediate vicinanze di San Cristobal.

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Queste popolazioni indigene del Chiapas, ancora così tanto legate alle tradizioni e alle loro credenze, preferiscono affidarsi e affidare la cura di malattie a riti pagani piuttosto che alla scienza della medicina. Tutto ciò ci fa capire quanto sia vero il Chiapas e quanto sia ancora fortunatamente lontano dai percorsi turistici di massa che ci sono in Messico.

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Fare foto all’interno della chiesa di San Juan de Chamula è tassativamente vietato, se ti scoprono potrebbero portarti via la macchina fotografica o lo smartphone e non restituirtelo più. All’interno della chiesa e nel mercato ci sono persone vestite con delle tuniche bianche con dei cappucci per coprire il capo che svolgono la funzione di controllori.

Poco raccomandabile è anche scattare fotografie alle persone, questo perché tra le popolazioni indigene c’è la credenza che le fotografie rubino l’anima della persona fotografata.

Nella piazza dove è presente la chiesa tutti i giorno c’è un mercato molto pittoresco e attivo; ti consigli di farci un giro.

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Cosa vedere a Zinacantán in Chiapas

Lasciati San Juan de Chamula, con lo stupore che avrebbe un bambino, ci siamo recati con un taxi in un altro villaggio maya poco distante: Zinacantán.

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A Zinacantan l’unica cosa che a mio parere vale la pena visitare è la chiesa di San Lorenzo che fu ricostruita dopo un incendio nel 1975. Esternamente conserva l’architettura coloniale tipica di questa regione mentre all’interno sono presenti le panche e tutto ciò a cui siamo abituati a vedere in una chiesa italiana.

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La comunità di questo altro piccolo villaggio sembra essere più aperta, infatti io e Ilaria riuscimmo ad entrare nella chiesa dove erano presenti una sessantina di indigeni TZOZIL nei loro costumi tradizionali che partecipavano ad un battesimo. Al termine della cerimonia alcuni di loro si inginocchiarono davanti alla statua della Madonna e iniziarono a piangere come bambini. Questa è una delle cose che più ci è rimasta impressa durante il nostro viaggio in Messico.

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Anche a Zinacantán è vietato scattare fotografie all’interno degli edifici religiosi mentre per le strade del villaggio non abbiamo avuto problemi ad utilizzare la macchina fotografica.


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